Come prevenire il bullismo

Bullismo: come riconoscerlo e prevenirlo

Gli episodi di bullismo, soprattutto a scuola, sono sempre più frequenti, soprattutto tra i giovanissimi e tra le mura scolastiche.

Il bullismo generalmente interessa i ragazzi di un’età compresa tra i 10 e i 18 anni, anche se gli anni si stanno pericolosamente abbassando.

Ma cerchiamo di capire cos’è il bullismo, come riconoscerne i segnali e come prevenirlo.

Cos’è il bullismo?

Il bullismo è un insieme di violenze verbali e fisiche, e di provocazioni, che vengono perpetuate per un periodo di tempo più o meno prolungato, ai danni di un soggetto. Gli atti di bullismo vengono spesso fatto da più persone nei confronti del singolo, indistintamente nel genere maschile o femminile. Il tutto inizia con prese in giro e battute, che con il passare dei giorni diventano sempre più pesanti andando a intaccare la salute psicologica e fisica della vittima.

Secondo alcune statistiche ufficiali il bullismo interessa circa il 41% dei bambini in Italia. Si tratta di un grave fenomeno sociale in aumento, che va combattuto in qualsiasi ambiente, sia a scuola che fuori da scuola, o online, altro luogo in cui si verificano moltissimi episodi di bullismo, spesso sottovalutati. Il bullismo presenta sempre le stesse caratteristiche ricorrenti:

  • Intenzionalità: le azioni aggressivi sono fatte con intenzione, spesso sono premeditate da parte dei bulli.
  • Persistenza: gli atti di violenza vanno avanti per lunghi periodi di tempo, non si limitano al singolo episodio isolato.
  • Squilibrio nella relazione: i bulli solitamente si sentono pieni di potere su soggetti incapaci di difendersi.

Le diverse forme di bullismo

Il bullismo può presentarsi sotto varie forme, può essere verbale o fisico, oppure online(cyberbullismo).

Il bullismo fisico si verifica quando gli atti messi in atto dal bullo creano un danno fisico alla vittima. Ad esempio, parliamo di spintoni, furti alla vittima, strattoni, distruzione di oggetti di proprietà del soggetto interessato. Il bullismo fisica generalmente è il secondo passo della violenza, quasi mai il primo.

Il bullismo verbale è il primo con cui viene a contatto la vittima, si tratta di prese in giro, insulti, umiliazioni e pressioni psicologiche prolungate nel tempo, che vanno a toccare i punti deboli della vittima, facendola sentire indifesa e umiliata. Il bullismo verbale è il più diffuso in assoluto e comprende la messa in giro di notizie false sul conto della vittima, accuse con toni violenti, minacce, prese in giro. Il bullismo verbale si verifica molto di più nel genere femminile che in quello maschile.

Infine, abbiamo il bullismo online, anche detto cyberbullismo. Negli ultimi anni, con lo sviluppo della tecnologia, i fenomeni di bullismo in rete sono aumentati notevolmente, e possono colpire a qualunque età. Questo fenomeno viene spesso sottovalutato, ma in realtà è pericoloso tanto quanto il bullismo classico. Capire come prevenire il cyberbullismo è la cosa più complessa, perché la rete è un ambiente così vasto e poco protetto che diventa difficile sapere tutto della vita in rete dei propri figli. In questo articolo però siamo riusciti a delineare dei consigli utili su come prevenire il cyberbullismo.

Come prevenire il bullismo a scuola

prevenire bullismo a scuola

Prima di capire come prevenire il bullismo a scuola cerchiamo di identificare chi sono i soggetti che partecipano al fenomeno. Ce ne sono tre:

  • I bulli: sono coloro che fanno violenza, possono essere di qualsiasi sesso ed età e possono essere da soli o organizzarsi in gruppi. Sono persone difficilmente in grado di gestire le proprie emozioni, che commettono violenza sugli altri per mascherare un”insicurezza” o un disagio personale, con un alto livello di aggressività e scarsa empatia.
  • Le vittime: sono coloro che subiscono atti di bullismo. Generalmente, si tratta di soggetti incapaci di difendersi, scelti dai bulli per particolari caratteristiche (modo di vestire, stato sociale o colore della pelle, orientamento sessuale, gusti).
  • I testimoni: ovvero tutte quelle persone che agiscono passivamente agli atti di bullismo senza far nulla. Sono il male peggiore perché si girano dall’altra parte nella totale indifferenza.

Il bullismo a scuola può verificarsi a qualsiasi età e grado, si comincia addirittura dalla scuola dell’infanzia, dove si possono verificare episodi di esclusioni ai danni di alcuni compagni. In età così piccola può capitare che si formano dei gruppi dove un bambino tende a esercitare potere sugli altri e a escludere volontariamente un compagno, facendolo sentire emarginato. Alle scuole elementari e medie gli atti di bullismo si basano sulla prevaricazione e discriminazione, con atti di violenza verbale e fisica verso quei soggetti più timidi e introversi. Infine, alle scuole superiori si va incontro a veri e propri atti persecutori e alla violenza psicologica.

Come prevenire quindi il bullismo a scuola? La prima cosa che si deve insegnare ai più giovani è di non cogliere le provocazioni del bullo, essere assertivi, e non colpevolizzare in alcun modo sé stessi per le azioni violente di qualcun altro.

Bisogna poi normalizzare il chiedere aiuto a genitori o insegnanti, che hanno i mezzi per intervenire nei confronti dei bulli, e quando possibile presentare denuncia.

Promuovere la responsabilità dei testimoni del bullismo

Uno degli aspetti cruciali nella prevenzione del bullismo è coinvolgere attivamente i testimoni. Spesso, le persone che assistono agli episodi di bullismo rimangono in silenzio, temendo di diventare vittime a loro volta o di essere emarginate dal gruppo.

Tuttavia, è fondamentale educare gli studenti sul ruolo che i testimoni possono svolgere nel contrastare il bullismo. Dovrebbero essere incoraggiati a segnalare gli episodi di bullismo, offrire supporto alla vittima e coinvolgere adulti di fiducia per intervenire.

Sensibilizzare i testimoni sul fatto che il loro intervento può fare la differenza e promuovere un ambiente sicuro e rispettoso è essenziale per prevenire e contrastare il bullismo.

Coinvolgere la comunità: una responsabilità condivisa

La prevenzione del bullismo richiede un impegno collettivo e una partnership tra la scuola, le famiglie e la comunità circostante.

Le scuole possono collaborare con organizzazioni locali, servizi sociali e istituzioni per implementare programmi di prevenzione del bullismo e promuovere la consapevolezza a livello locale. Coinvolgere le famiglie è altrettanto importante.

Organizzare incontri, workshop o eventi in cui genitori, insegnanti e studenti possano dialogare apertamente sul tema del bullismo può contribuire a creare una rete di supporto e condivisione delle esperienze, stimolando così una maggiore consapevolezza e un impegno condiviso per prevenire il bullismo.

Potenziare il supporto psicologico e il counseling

Il bullismo può avere un impatto significativo sulla salute mentale e sul benessere delle vittime. Pertanto, è essenziale garantire un adeguato supporto psicologico e counseling per gli studenti coinvolti nel bullismo.

Le scuole possono collaborare con professionisti qualificati, come psicologi scolastici o consulenti, per offrire servizi di supporto individuali o di gruppo.

Questi professionisti possono lavorare con gli studenti per affrontare i traumi emotivi, sviluppare strategie di coping e promuovere una crescita personale e sociale positiva. Il supporto psicologico mirato non solo aiuta le vittime a superare le conseguenze del bullismo, ma può anche prevenire il coinvolgimento in comportamenti violenti o intimidatori.

Stimolare la leadership positiva e l’empowerment degli studenti

Promuovere la leadership positiva tra gli studenti può contribuire significativamente alla prevenzione del bullismo. Gli studenti possono essere incoraggiati a diventare modelli di comportamento rispettoso e inclusivo, svolgendo un ruolo attivo nel promuovere un ambiente scolastico sicuro.

Creare opportunità per lo sviluppo delle competenze di leadership, come ad esempio attraverso programmi di tutoraggio o gruppi di progetti sociali, può aiutare gli studenti a sviluppare fiducia in se stessi e a promuovere comportamenti positivi tra i loro coetanei. Inoltre, l’empowerment degli studenti, fornendo loro strumenti e risorse per affrontare il bullismo, può contribuire a creare una cultura scolastica che rifiuta la violenza e promuove il rispetto reciproco.

Come riconoscere il bullismo

Non sempre da genitore è facile rendersi conto che il proprio figlio è vittima di bullismo, ci sono però alcune cose a cui fare attenzione per riconoscere i segni del bullismo, in particolare:

  • Cambiamenti d’umore nel bambino: presenza frequente di irritabilità, nervosismo e tristezza, oppure perdita di interesse verso cose che fino a poco prima amava.
  • Insonnia e difficoltà ad addormentarsi: sorgono incubi e ansie al momento di andare a letto.
  • Perdita dell’appetito e del peso: l’alimentazione è una delle prime cose che viene intaccata in un soggetto che è vittima di bullismo, che inizia ad allontanarsi dal cibo oppure, al contrario, a trovare in esso uno sfogo.
  • Comparsa di ferite o tagli: che possono essere una forma di autolesionismo conseguente alle pressioni psicologiche da parte dei bulli.
  • Rifiuto di andare a scuola
  • Perdita di oggetti personali: che vengono rubati e danneggiati dai bulli
  • Atteggiamento di chiusura e di isolamento sociale

Conclusioni

Per combattere il bullismo è necessaria un’ampia attività di sensibilizzazione, a partire dalle scuole, che sono gli ambienti più sensibili al tema. Inoltre, uno psicologo potrebbe occuparsi di attività di prevenzione e intervenire ai primi segnali della nascita di un bullo o di una vittima. Anche i genitori andrebbero educati, affinché imparino a comunicare meglio con i propri figli e si accorgano in tempo se qualcosa non va.

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Ultimo aggiornamento:Aprile 21, 2024 11:57 pm

Simone Raffa
Simone Raffa

Ciao sono Simone classe '85 laureato in scienze della comunicazione e appassionato di fai da te, lettura e scrittura e ai miei lettori cercherò di trasmettere tutta la mia conoscenza ed esperienza.

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